NUOVE REGOLE PER I TIROCINI DAL 1 OTTOBRE 2018

L’Emilia-Romagna ha recepito le nuove direttive della Conferenza Stato Regioni e aggiornato la propria legge regionale sui tirocini extracurriculari, la dgr 356, che va a sostituire la precedente legge regionale n° 7/2013 entrerà in vigore dal 1° ottobre 2018.

L’Emilia Romagna ha perfezionato il suo sistema di monitoraggio e controllo, puntando all’accertamento di tutte le condizioni del tirocinio prima della sua attivazione, in modo da limitare il più possibile gli abusi.

Quali sono gli aspetti fondamentali e le novità della nuova legge? Innanzitutto, viene espressamente abolita la distinzione tra tirocini di formazione/orientamento e di inserimento / reinserimento: la nuova durata massima prevista per i tirocini extracurriculari è di sei mesi.

La durata minima del tirocinio, invece, come da linee guida non può essere inferiore a due mesi.

Per quanto riguarda l’indennità di partecipazione, viene confermato dalla vecchia normativa l’importo minimo mensile di 450 euro.
Proseguendo nella lettura della normativa, nella quota di contingentamento del soggetto ospitante vengono compresi, oltre ai dipendenti a tempo indeterminato, anche quelli a tempo determinato (purché la data di inizio e quella di scadenza del contratto siano rispettivamente anteriore e posteriore rispetto alle date di inizio e fine del tirocinio), esclusi gli apprendisti, così come vogliono le linee guida. In più, il criterio di premialità che consente alle aziende di inserire tirocinanti extra a seconda del numero di assunzioni derivate dagli stage precedenti viene esteso dall’Emilia Romagna a tutte le aziende, a prescindere dalla loro dimensione (mentre le linee guida prevedevano la quota aggiuntiva soltanto per le aziende con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato). Ciascuna azienda potrà quindi ospitare un tirocinante oltre le quote di contingentamento se ha assunto il 25% dei suoi tirocinanti nei 24 mesi precedenti, due se ne ha assunti il 50%, tre con il 75% di ex tirocinanti assunti, quattro se ne ha assunto il 100%.

Per il resto i punti della nuova legge dell’Emilia Romagna ricalcano le linee guida, dai doveri dei soggetti promotori e ospitanti ai compiti dei tutor. Ma la parte più innovativa è quella sulla «procedura di autorizzazione e verifica regionale e qualificazione dei tirocini» che la Regione ha introdotto per effettuare controlli sui tirocini ancora prima del loro avvio e monitorare contro gli abusi attraverso la creazione di un solido impianto sanzionatorio. Già nella precedente normativa l’Emilia aveva introdotto l’obbligo di fare riferimento, all’interno del progetto formativo, alle mansioni del sistema regionale delle qualifiche, che definiscono competenze e conoscenze di ciascuna professione, per sostanziare la valenza formativa del percorso; ora per garantire la correttezza e la conformità dei tirocini «si prevede un sistema di autorizzazione preventiva dei tirocini, che non possono avviarsi qualora la documentazione inviata risulti incompleta o non idonea». Una novità che non era contenuta nelle linee guida, e che garantisce maggiore tutela per gli stagisti. In pratica, il tirocinio è attivabile soltanto una volta che i soggetti promotore e ospitante abbiano provveduto a inviare la convenzione e il progetto formativo all’Agenzia regionale per il Lavoro, che li verifica entro dieci giorni, eventualmente richiedendo entro i successivi 45 giorni la necessità di integrarli, qualora non risultassero idonei o completi.